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"Remo Salvadori. Nel punto immobile del mondo rotante"

Il vuoto di un abito
Il titolo della mostra “Remo Savaldori. Nel punto immobile del mondo rotante”, è tratto da un verso di una poesia di Thomas S. Eliot che evoca, per Salvadori, il tema dello “stare”. L’intervento attorno a cui si sviluppa l’esposizione è costituito da un Continuo infinito presente, 1985 (2016), posto sul pavimento della navata in posizione centrale rispetto alla lunghezza dell’edificio, e da un grande Nel momento, 1974 (2016), in piombo e rame, poggiato orizzontalmente sulla volta del soffitto a un’altezza di ventidue metri; si ribalta così la tradizionale dicotomia tra la forma del quadrato, associato al suolo e alla stabilità, e quella del cerchio, legato al mondo celeste e aereo. Le due opere rappresentano il centro di gravità dell’esposizione, che è posto nel centro fisico della chiesa di San Giacomo, percepito da Salvadori durante il primo sopralluogo come “un abito, il vuoto di un abito”. [...] A poca distanza dal nucleo centrale dell’esposizione è presente Alfabeto, 2013 (2016): originariamente pensata per essere installata sulla facciata della chiesa, l’opera è posta sul pavimento della navata dove a uno dei suoi sette elementi, l’anello in acciaio Continuo infinito presente, si sovrappone un libro sulla storia di Forlì, un appunto per un legame con la città. Verticale, 2000 (2016), collocato nell’abside della chiesa, e, nelle cappelle della navata, Girandola, 1993, Lente liquida, 1998, e Concavo convesso, 2006 – lastra di rame ricurva sulla quale trova posto una risma di manifesti che possono essere presi liberamente dai visitatori e su cui è illustrato Alfabeto – “dialogano tra loro e con l’architettura da posizioni diverse e potenzialmente complementari”.
(Laura Conconi, Maria Corti, Cronologia, in Remo Salvadori, a cura di Antonella Soldaini, Skira, Milano 2025, pp. 486-487)
Opere
Lente liquida, 1998
vetro, sughero, acqua
70 ∅ 41.5 cm